Corrado Corradini e il lavoro portato avanti dalla scuola calcio della Vis Artena

 

Corrado Corradini, responsabile della scuola calcio della Vis Artena.

Corrado che tipo di lavoro è stato portato avanti dall’inizio della stagione sportiva ad oggi?

«Guarda la cosa che vorrei far capire, perché ci sono sempre delle idee un po’diverse, per quello che riguarda la mia grande esperienza posso dire una cosa: i nostri giovani, non avendo né la strada né l’oratorio, non avendo più quella famosa ora di educazione fisica, che ho fatto io e tante altre persone dove avevamo la possibilità di migliorare la nostra coordinazione, oggi abbiamo delle difficoltà con i ragazzi sulla coordinazione. Hanno bisogno di lavorare; mi sono battuto molto con i nostri istruttori, che sono molto bravi e molto validi e devo fare i complimenti a chi ha preso queste persone, lo ricollego al nostro Direttore generale Cristian Calabrese, e devo dire che abbiamo delle persone molto valide. Pertanto detto questo, stiamo facendo un lavoro di inserimento tecnico, perché l’altra cosa importante è che se nel gioco del calcio non c’è il controllo della palla, la gestione della palla o la linea di passaggio è difficile far sviluppare l’azione».

Quali sono i risultati ottenuti fino ad oggi?

«Far appassionare i bambini, formare i ragazzi, istruire, far fare delle esperienze, accompagnare la crescita del bambino. Tutti questi aspetti sono una programmazione che deve essere sviluppata con il passare degli anni. Ci vuole un po’ di pazienza. In questo momento noi abbiamo dei bambini che partono dai cinque anni fino ai tredici (2015-2008). Noi, cominciando dal basso, dobbiamo portare questi bambini a saper gestire lo stress, la vittoria. Dobbiamo fargli capire che si stanno divertendo cercando di costruire qualcosa di importante. Non dobbiamo assillarli con il risultato, perché il risultato crea dei grossi scompensi nei ragazzi, che pur di ottenere i risultati, tralasciano gli insegnamenti della scuola calcio».

C’è anche qualche altro risultato che ha ottenuto la scuola calcio della Vis Artena?

«Se parliamo di risultati ottenuti, stiamo facendo un bellissimo lavoro anche in questo momento di pandemia, che ci sono delle difficoltà come tutti sanno. Abbiamo avuto il piacere di ricevere una telefonata da una società professionistica, perché i loro osservatori hanno individuato dei ragazzi che possono interessare, ma parliamo soltanto di un approccio, e ci fa piacere che alcuni istruttori di una squadra professionistica hanno seguito i nostri allenamenti e hanno chiesto i nomi di alcuni ragazzi che verranno chiamati. Non so che provvedimenti prenderanno con la pandemia, però abbiamo avuto questa soddisfazione e in più una bambina molto brava del calcio, è appetibile a delle società professionistiche femminili anche dei nostri dintorni dato che è molto giovane».

Cosa ti auspichi per il futuro della scuola calcio della Vis Artena?

«Intanto una struttura, dove i bambini e le squadre agonistiche abbiano la possibilità di allenarsi, perché con un solo campo, con la prima squadra importante, gli spazi e i tempi sono molto ristretti. Mi auspico che venga costruito questo centro sportivo solo per il settore giovanile e dopodiché si potrebbe pensare a fare le cose in grande».

Data la tua grande esperienza nel mondo del calcio e dello sport in generale, la pandemia che ci ha colpiti dallo scorso marzo ha influito e influirà molto a livello sociale e sportivo non solo nel mondo del calcio. Dall’alto della tua esperienza, da che punto bisognerà ripartire?

«Intanto bisogna riconquistare i ragazzi, perché tanti di loro si sono allontanati dallo sport in generale e sono stati costretti a fare delle cose che non riguardano loro. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi e fargli capire che ripartiamo cercando di costruire qualcosa di importante. Non è facile perché questa credibilità che dobbiamo trasmettere ai ragazzi deve venire dall’ esterno, dallo Stato che ci permette di fare determinate cose. Sono convinto che possiamo ripartire e parlo a nome della Vis Artena: abbiamo una struttura importante, ci sono delle persone in quest’ambiente molto serie che hanno grande passione e che ambiscono a portare la Vis Artena ad alti livelli».

Ufficio Stampa Vis Artena (Christian Conversi)